ASIA/SRI LANKA - La Federazione dei Vescovi asiatici: “No a ritorsioni e vendette: prevalga l’amore reciproco”

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Posted on: 05/06/19
Colombo – “La Chiesa è seriamente preoccupata per le notizie di vendette e ritorsioni contro cittadini musulmani, rifugiati e richiedenti asilo nello Sri Lanka. Molti sono fuggiti dalle persecuzioni nelle proprie terre e ora vengono presi di mira. Quasi 900 casi sono stati segnalati a rischio di rappresaglia, 150 persone sono state costrette a cercare riparo nelle stazioni di polizia. Il terrorismo mira ad alimentare l'odio e a seminare la discordia, mentre nemici del terrorismo sono l'amore e la fratellanza, la pace e l'armonia. C'è differenza tra noi e i terroristi se prendiamo di mira persone innocenti solo per odio della diversità'”. Lo afferma in una nota ufficiale il Presidente della Federazione delle Conferenze Episcoapli dell’Asia , il Cardinale Charles Maug Bo, Vescovo di Yangon , intervenendo sulla situazione in Sri Lanka, all’indomani degli attentati di Pasqua.
Nella nota inviata dal Cardinale all'Agenzia Fides, si legge: “A nome della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche e della Chiesa in Myanmar, condanniamo inequivocabilmente gli orribili attacchi suicidi contro i civili disarmati nelle chiese e negli hotel la domenica di Pasqua, il 21 aprile 2019, nello Sri Lanka. Molti sono stati presi di mira mentre celebravano i momenti più propizi e gioiosi del calendario cristiano: la vittoria della vita sulla morte nella Risurrezione di Cristo. Purtroppo, quanti cercano di promuovere discordia e odio erano al lavoro in quel giorno in cui abbiamo perso tante vite preziose, seminando morte e distruggendo la vita”.
Il Cardinale rileva: “Cristiani e musulmani nello Sri Lanka sono entrambi minoranze e hanno subito in passato discriminazioni, intolleranze e persecuzioni. Rivoltarsi l'uno contro l'altro peggiorerebbe solo la situazione. La solidarietà deve prevalere. Le azioni di un piccolo gruppo, che rappresenta un'interpretazione estremista di una religione, non devono essere usate per giudicare l'intera comunità degli aderenti a quella fede”. Per questo i Vescovi asiatici chiedono ai leader religiosi “di promuovere un senso di solidarietà e di ricostruire la fiducia tra le comunità”, e alle autorità dello Sri Lanka “di agire per fermare l'incitamento all'odio e per proteggere i più vulnerabili. Ignorare questo problema stimolerà solo il risentimento, che è esattamente l’obiettivo dell'ISIS”.
Il messaggio assicura “preghiere per la guarigione fisica ed emotiva e affinché l'amore prevalga. Non permettiamo all’odio di diventare un punto d'appoggio nelle nostre vite. Invece, lasciamo che regni l'amore reciproco”. La Federazione dei Vescovi asiatici ribadisce la proprio vicinanza “a tutti coloro che in Asia subiscono persecuzioni e odio”, opponendosi, in nome del Vangelo, “a tutte le forme di intolleranza, odio, discriminazione, violenza e ingiustizia”.

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